Abruzzo a tavola · Storia e tradizioni · Viaggiare in Abruzzo

Perché l’Abruzzo?

Se chiudo gli occhi e faccio finta di essere un turista straniero che ha deciso di fare un viaggio in Italia mi domando: “Perché dovrei decidere di fermarmi in Abruzzo?”.

Veduta sulla Val di Sangro, Roccaspinalveti (CH).
Veduta sulla Val di Sangro, Roccaspinalveti (CH).

Con gli anni ho capito che non possiamo “vendere” l’Abruzzo paragonandolo ad altre regioni italiane. Ne usciremo sconfitti. Non perché l’Abruzzo non abbia un patrimonio storico, artistico, culturale e naturalistico degno di attenzione, ma perché la particolarità dell’Italia intera è il suo essere costituita da regioni troppo diverse l’una dall’altra. E’ impossibile paragonarle. Come si può dire dove si mangia meglio o qual è il dialetto più interessante? Ogni italiano cercherà di rispondere a questa domanda facendo leva sui punti di forza della propria regione. Quindi la domanda non è: “Perché in Abruzzo e non in Toscana?”, ma semplicemente: “Perché l’Abruzzo? Quali sono i punti di forza di questa regione? Cosa può dare l’Abruzzo ad un turista?”. Perché in fondo è questo il punto: quando viaggiamo vogliamo essere soddisfatti da ciò che viviamo. Un viaggio è un’esperienza unica che deve cambiarci in qualche modo, anche per il semplice fatto che deve essere in grado di aprirci la mente. Ecco, allora, perché fermarsi in Abruzzo:

  • Perché è una regione “dimenticata”: nonostante in epoca moderna l’apertura di nuove arterie stradali abbia facilitato le vie dei trasporti verso ogni angolo della regione, non è sempre facile raggiungere i borghi dell’Abruzzo. In alcuni di questi si ha l’impressione che il tempo si sia fermato e che la civiltà moderna si sia dimenticata della loro esistenza. Sono, infatti, tanti i luoghi “sconosciuti” dell’Abruzzo. Luoghi selvaggi, intrisi di memoria e di sacralità. Questa si manifesta non soltanto nei resti di antiche abbazie o in quelle di vecchie fortificazioni che ancora oggi si ergono imponenti sulla natura circostante, ma anche nella voce dei beni paesaggistici che, insieme alle opere d’arte, sono l’altra faccia di un bene più grande che l’uomo ha sempre saputo rispettare, senza prevaricare.
Veduta sulla costa adriatica, Punta Aderci, Vasto (CH)
Veduta sulla costa adriatica, Punta Aderci, Vasto (CH)
  • Perché l’Abruzzo è il “cuore verde d’Europa”: la natura, sovrana incontrastata di questa regione, ha determinato il destino di questa terra. Conoscere le sue montagne è il primo importante passo che bisogna intraprendere se si vuole davvero entrare in contatto con questa regione. Montagne, come quella della Majella, che diedero rifugio ad importanti eremiti nel medioevo, ma anche a prigionieri evasi e a partigiani spesso assistiti dalle popolazioni vicine in epoca contemporanea. Montagne, come il Gran Sasso, che affascinano per il loro profilo severo. Con il suo Corno Grande, alto 2912 m, il Gran Sasso può considerarsi il cuore di pietra della regione abruzzese.
Veduta sulla Majella, Torrevecchia Teatina (CH)
Veduta sulla Majella, Torrevecchia Teatina (CH)
  • Per i suoi borghi: perché sono ben 21 i centri abruzzesi che sono entrati a far parte della classifica dei “borghi più belli d’Italia” e sono tutti da scoprire, da vivere, da respirare e da gustare. Ad oggi, l’Abruzzo, vanta il podio di questa classifica collocandosi al terzo posto, a pari merito con la Liguria, e successivo soltanto all’Umbria e alle Marche. Ed ogni borgo ha una sua peculiarità, una sua unicità, il suo prodotto tipico.
Tra i borghi più belli d'Italia, Santo Stefano di Sessanio (AQ)
Tra i borghi più belli d’Italia, Santo Stefano di Sessanio (AQ)
  • Per la tradizione gastronomica che in molte famiglie si tramanda ancora da madre in figlia. In Abruzzo si mangia bene ed ogni località ha il suo piatto tipico, come ogni festa ha il suo dolce caratteristico. Il repertorio della cucina abruzzese è molto vasto, spaziando dai piatti della tradizione pastorale a quelli montani e marinari. Questo si deve alla conformazione stessa del territorio, che ha permesso a queste diverse realtà di svilupparsi indipendentemente l’una dall’altra.
Le mandorle atterrate, meglio note come "nucc' atterat",
Le mandorle atterrate, meglio note come “nucc’ atterat”
  • Per la sua conformazione geografica: perché con un’ora di macchina è possibile spostarsi dalla montagna al mare. Ed è questo il vero punto di forza di questa regione. Quando sei all’estero e ti ritrovi a spiegare che sei abruzzese, nella maggior parte dei casi la gente ti domanda: “E dove si trova l’Abruzzo?”. Sono in pochi a sapere che questa regione è situata in un territorio non troppo lontano da Roma. “Ma cosa c’è in Abruzzo? Cosa si può visitare?”. Silenzio, punto e a capo. Molti ignorano l’esistenza di luoghi ricchi di memoria in Abruzzo. Una memoria che ne determina l’identità, a lungo legata e confusa con quella del vicino Molise. Ancora oggi si ergono importanti testimonianze storiche che mostrano frammenti di questa relazione, perdurata dal 1948 al 1963 quando si parlava di “Abruzzi e Molise” riferendosi ad un unico territorio regionale. Ma furono le caratteristiche stesse dell’Abruzzo odierno a determinare questo legame con l’Italia del Mezzogiorno, a partire dalle aperture delle sue valli che si affacciano verso il sud. E furono gli eventi storici a confermare il destino di questa terra “meridionale”. Basti ricordare a tal proposito che il suo nome fu designato per la prima volta intorno al 1170, quando il territorio fu annesso al Regno di Sicilia e, proprio come l’Italia del sud, l’Abruzzo ne subì la stessa sorte politica: alla dominazione normanna succedette quella sveva, poi quella angioina e, infine, quella aragonese. Ecco perché quando si arriva in Abruzzo ci si sente, in realtà, già nel sud Italia. La sua posizione geografica influenzò non soltanto l’amministrazione territoriale della regione, ma anche la localizzazione della rete viaria, il successo dei percorsi tratturali, l’ubicazione dei castelli, delle chiese o dei monasteri e, infine, la posizione dei principali porti.
Castello di Rocca Calascio (AQ)
Castello di Rocca Calascio (AQ)

Perché, dunque, l’Abruzzo? La risposta si fa più semplice adesso. Passeggiare per i suoi comuni, parlare con le persone del posto, passare nel giro di qualche minuto dal livello del mare alle alte quote della montagna, perdersi tra strade secondarie di piccoli borghi dimenticati dal mondo, mangiare prodotti tipici, ascoltare i diversi accenti dei dialetti permetterà a qualsiasi turista di essere soddisfatto della propria scelta. Ecco perché la porta che dà su questa regione merita di essere aperta. Sbirciando attraverso di essa si potrà intravedere qualcosa di interessante, ma soltanto attraversandola s’imparerà a conoscere davvero l’Abruzzo e ad amarlo come merita.

Particolare dell'abbazia di San Giovanni in Venere, Fossacesia (CH)
Particolare dell’abbazia di San Giovanni in Venere, Fossacesia (CH)

 

Testo e foto di Alice Petrongolo

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