Abruzzo · Arte · Home · Ombrina · Storia e tradizioni · Turismo

La Costa dei Trabocchi: un bene da tutelare

Lungo il litorale abruzzese, sorpassata la località di Ortona a mare, il paesaggio costiero cambia improvvisamente. Abbandonate le calde sabbie della costa teramana e pescarese, la provincia chietina ci regala spuntoni di roccia dai quali affiorano, come sospesi sull’acqua, i trabocchi.

La costa dei trabocchi dal Promontorio Dannunziano, San Vito Chietino (CH)
La costa dei trabocchi dal Promontorio Dannunziano, San Vito Chietino (CH)

Macchine di legno, ma soprattutto “macchine per vivere”, i trabocchi sembrano ricordarci l’importanza del rapporto tra l’uomo e il mare che da sempre ha segnato la vita degli abruzzesi. Queste macchine di legno furono, infatti, ideate per poter pescare senza inoltrarsi in mare, superando anche la difficoltà legata alla mancanza di punti stabili per l’approdo delle barche.

I trabocchi, i più antichi risalenti al XVIII secolo, furono costruiti con materiale di facile reperimento: nella maggior parte dei casi si tratta di legno di pino, dal quale si ricavano i bracci di legno che si protendono verso l’orizzonte e che reggono la “rete” utilizzata per la pesca. I trabocchi parlano un linguaggio locale: il loro materiale, la ragione della loro costruzione, la cura e l’interesse con i quali oggi vengono tutelati, sottolineano la dedizione di chi ha deciso di valorizzare questo patrimonio regionale.

Il "Trabocco Turchino" dal Promontorio Dannunziano, San Vito Chietino (CH)
Il “Trabocco Turchino” dal Promontorio Dannunziano, San Vito Chietino (CH)

Sono queste le ragioni che spingono l’Associazione “Trabocchi Mondiali” di San Vito a lottare da anni per il riconoscimento della “Costa dei Trabocchi” come Patrimonio dell’Umanità, in particolare per quel tratto di litorale che si estende da San Vito a Fossacesia. Sono azioni che rendono orgoglioso ogni abruzzese che ama il suo territorio. Conquiste che stonano, però, con altre terribili iniziative, come quella che porta il nome di una piattaforma petrolifera: Ombrina. Ed è di questo che vorrei parlarvi in questo articolo e di come, ognuno di noi, può cercare di migliorare il posto in cui vive.

Il Trabocco Punta Torre, Rocca San Giovanni (CH)
Il Trabocco Punta Torre, Rocca San Giovanni (CH)

Sono stata educata all’amore per la mia terra e nel corso del tempo, grazie ai miei studi, ho imparato a vedere nell’Abruzzo una ricchezza di risorse inesplorate e non sfruttate. Il mio lavoro si basa su “cultura”, “natura”, e “arte”, concetti che esprimono il forte rapporto che mi lega alle mie radici. Ma queste parole si svuotano del loro significato se non si prova a valorizzarle attraverso un’azione concreta. Cerco tutti i giorni di incanalare la mia formazione verso questa direzione, creando “empatia” verso il prossimo, tendendo una mano, aiutando a promuovere questa regione. L’obiettivo, quindi, non è soltanto quello di comprendere l’altro, ma portarlo nel nostro mondo, nel nostro Abruzzo. Ecco perché ho deciso di dire NO ad Ombrina.

Il Trabocco Punta Torre, Rocca San Giovanni (CH)
Il Trabocco Punta Torre, Rocca San Giovanni (CH)

Seguo da tempo il blog di Maria Rita D’Orsogna e ho avuto il piacere di conoscerla personalmente l’anno scorso in un suo intervento presso l’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Galiani” di Chieti. Le sue parole furono illuminanti, come la sua passione e il suo amore per l’Abruzzo. Ascoltarla, vederla combattere per la tutela del nostro mare e per la salvaguardia dell’ecosistema della costa teatina mi ha commossa. Ma al di là di questo mi sono documentata e solo facendolo ho capito una cosa importante: non possiamo restare in silenzio, non possiamo restare a guardare.

Questa è la storia che i trabocchi mi hanno raccontato la settimana scorsa. Me ne stavo seduta al fianco del “Trabocco Cavaluccio” di Rocca San Giovanni e ho scattato questa foto. E’ facile fotografare un trabocco, la cosa difficile è sedersi al suo fianco per ascoltare la sua storia. Perché questo vuol dire trovare del tempo per te, per la tua terra e per i tuoi sogni. E ce n’è uno più importanti di tutti gli altri oggi: regalare a tutti un po’ d’Abruzzo. Ma un Abruzzo pulito, vero, onesto e libero di farsi conoscere. E per fare un buon lavoro è giusto che ognuno faccia il suo mestiere. Per questo non sarò io a dirvi o a spiegarvi perché bisogna dire “No ad Ombrina”. Lo farà direttamente lei, Maria Rita D’Orsogna, attraverso il suo blog. Spero che saprà illuminare i vostri dubbi, come ha fatto con i miei. Spero che vi smuoverà qualcosa dentro, come ha fatto con me. Qui troverete i motivi che la spingono a portare avanti una dura battaglia contro questa iniziativa: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/19/trivellazioni-in-abruzzo-10-motivi-per-dire-no-a-ombrina/631026/

Il Trabocco Punta Cavalluccio, Rocca San Giovanni (CH)
Il Trabocco Punta Cavalluccio, Rocca San Giovanni (CH)

Io, nel mio piccolo, sento solo di dovervi dire una cosa: cercate di essere presenti il 23 maggio a Lanciano. Dobbiamo esserci per farci sentire; dobbiamo esserci per non restare in silenzio; dobbiamo esserci per non restare a guardare; dobbiamo esserci per tutelare i nostri luoghi, dicendo “No ad Ombrina”. Qui tutti i dettagli di questa giornata: http://www.cityrumors.it/notizie-regione/abruzzo/127036-no-trivelle-labruzzo-si-mobilita-nuova-manifestazione-il-23-maggio-a-lanciano.html

In questi giorni riflettevo su una cosa. Viviamo in un momento storico molto difficile, fatto di precariato e di instabilità. E’ come se esistessero due mondi ed uno è totalmente ignaro di quante difficoltà si trascinano dietro i giovani di oggi: dalla ricerca del lavoro, alla voglia di esprimere se stessi. E’ una guerra dei pazzi, volta solo a distruggere invece che costruire. Se solo la gente capisse che c’è una fetta grande di popolazione che ha voglia di fare qualcosa, che vuole contribuire a cambiare le cose, che è pronta a mettersi in discussione, che è stanca di fare le valigie per realizzarsi nel proprio campo, allora sì che impareremmo ad investire le nostre risorse in progetti volti a migliorare e valorizzare questa regione. Il mio “No ad Ombrina” è anche un “No” verso un sistema che non costruisce, ma abbatte l’immagine di questa regione.

Non so quante persone hanno attraversato la passerella di legno che collega il trabocco alla terraferma. E’ un ponte verso le porte del mare. All’apparenza un fragile ponte dove si ha la sensazione di perdere l’equilibrio, ma in realtà si tratta di un camminamento ben saldo nel fondo marino, come radici che affondano nella nostra tradizione da proteggere e tutelare.

Il Trabocco Punta Isolata, Rocca San Giovanni (CH)
Il Trabocco Punta Isolata, Rocca San Giovanni (CH)

 

Testo e foto di Alice Petrongolo

Annunci

2 risposte a "La Costa dei Trabocchi: un bene da tutelare"

  1. Bellissimo articolo!
    Da molisano conosco bene i trabocchi (o trabucchi). Le nostre regioni hanno problemi molto simili per quanto riguarda la tutela del paesaggio, sebbene l’Abruzzo sia meglio salvaguardato. La nuova ondata di distruzione che attraversa i nostri territori (dall’eolico selvaggio, passando per le biomasse, fino alle centrali turbogas) pare inarrestabile.
    Articoli come questo mi danno un po’ di speranza. Torneranno i prati? Speriamo.
    Ciao!

    PS
    Complimenti per le foto!

  2. Grazie mille per il tuo messaggio! Hai ragione, siamo nel bel mezzo di progetti volti a distruggere invece che valorizzare. Voglio credere che prima o poi ci si renderà conto di quanto sia importante investire su altri tipi di iniziative. Voglio crederlo davvero, perché se perdiamo la speranza permetteremo a questi progetti di vedere la luce 😉

    Alice – DADAbruzzo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...